Il contributo è finalizzato a sollevare la vera problematica connessa al mancato intervento del Governo Monti, in relazione al pagamento della nuova IMU. Sostanzialmente, ciò che ha sollevato la polemica di questi giorni è che l’IMU (ex ICI) è stata reintrodotta, per tutti i soggetti giuridici titolari di prima casa ad eccezione degli enti no profit e di culto, con finalità non esclusivamente commerciali. Il problema vero per l’economia nazionale, non è però tanto la cosiddetta i) questione di principio, ii) ne tantomeno, il maggior gettito che deriverebbe dal pagamento dell’IMU da parte di questi enti.

Il problema reale è che tale condotta dell’Italia sta violando la norma del Trattato UE sugli aiuti di Stato. Per tale violazione l’Italia è sottoposta, ad oggi, ad una procedura comunitaria di infrazione. Se tale procedimento si concluderà con una condanna del nostro Paese, ciò potrebbe verosimilmente determinare (oltre a pesantissime sanzioni economiche da parte dell’Europa), anche una valanga di ricorsi all’autorità giudiziaria da parte di tutti quei commercianti che sono stati lesi fin’ora dall’alterazione della concorrenza. Le conseguenze economiche si, in questo caso, sarebbero nefaste. La polemica sul se la Chiesa paga o meno spontaneamente l’IMU pertanto è marginale se paragonata alle conseguenze della mancata riforma costituzionalmente orientata del sistema IMU stesso